Cime a terra

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Cime a terra

Messaggioda Fidi75 » 16/03/2016, 23:24

In Italia, se non ricordo male, ne è vietato l'uso ma per una Crociera in Croazia mi attrezzerò per un loro eventuale utilizzo.
Qual è la vostra esperienza? Vi e' capitato di dover utilizzare questa tecnica di ormeggio e magari di aver dovuto affrontare un cambio del meteo improvviso quando eravate legati ad una roccia o ad un albero? Come vi organizzate?
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jocondor
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Re: Cime a terra

Messaggioda jocondor » 17/03/2016, 10:31

MI è capitato, si; le cime a terra in Croazia e più ancora in Grecia, si usano spesso.

Non è proprio facile la manovra di "ormeggio e legatura", perché dal momento che il vento viene da terra, e quindi si è a ridosso in una baia, bisogna ben calcolare le distanze da terra; bisogna quindi dare fondo, con ancora di prua, e poi seguitare verso terra a retromarcia, (cioè controvento...) filando catena, così che la barca sia già girata con la poppa verso terra.

Poi, arrivati alla giusta distanza, uno resta a bordo, tenendo "ferma" la barca con il motore, e l'altro scende a terra con il canotto oppure a nuoto, filandosi dietro una cima LUNGA (ma lunga davvero), portandola ad un albero o spunzone di roccia. Poi si tonneggia la barca, accorciando la cima già fissata a terra e recuperandone a bordo una parte.

A volte ho visto addirittura, barche da charter, calare in mare il gommone con due persone a bordo che vanno a terra, fissano la cima e tornano in mezzo alla baia; intanto la barca si aggira nei paraggi, pronta ad afferrare la cima di terra dai due del gommone, in manovra, quasi come fosse un gavitello.

Lo scopo finale comunque è quello di avere ancora a prua, verso mare, più lontano che sia possibile, e le cime a poppa, verso terra, come si fosse in banchina. Nessun brandeggio, sotto raffica, e niente ruota. E' meglio passare a doppino la cima di terra, e semmai anche fare uso di uno spezzone "da lascio", destinato cioè ad essere abbandonato nel caso si debba filare via alla svelta.

Qualora le cose si mettessero male, cioè nel caso che il vento girasse di 180° ed entrasse dalla baia, e con il vento anche le onde, la barca si trova già girata con la prua verso l'uscita, e basta recuperare la cima lunga, quindi meglio se è a doppino; il motore è già in moto, si tira su l'ancora e si esce a tutto gas.

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Re: Cime a terra

Messaggioda Fidi75 » 17/03/2016, 11:14

Trovo interessante questa tecnica di ormeggio anche per evitare eventuali collisioni con barche sottovento in baie strette.

Nessun brandeggio, sotto raffica, e niente ruota.


Questo aspetto lo ritengo molto utile per migliorare il comfort a bordo oltre che per evitare il problema sopra descritto.

Lo scopo finale comunque è quello di avere ancora a prua, verso mare, più lontano che sia possibile, e le cime a poppa, verso terra, come si fosse in banchina. Nessun brandeggio, sotto raffica, e niente ruota. E' meglio passare a doppino la cima di terra, e semmai anche fare uso di uno spezzone "da lascio", destinato cioè ad essere abbandonato nel caso si debba filare via alla svelta.


Altro consiglio utile: la cima a doppino. In effetti tendo a privilegiare questo sistema anche quando ormeggio in banchina. Gestire la cime di ormeggio a bordo mi rende più tranquillo, oltre che ritenerlo pratico; perché, quindi, non fare la stessa cosa con cima a terra? Ho solo un dubbio, probabilmente infondato: non c'è il rischio di logorio della cima lasciata a doppino? Una domanda: lo spezzone "da lascio" (che trovo davvero utile) come lo prepari? Leghi lo spezzone alla pianta o roccia lasciando all'altro capo una gassa in cui fai scorrere poi la cima?

Fai utilizzo di questi? Mi sembrano utili da avere a bordo.

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Come segnali, infine, la presenza della cima a terra? Utilizzi dei parabordi?

BV
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Re: Cime a terra

Messaggioda jocondor » 17/03/2016, 12:25

Le cime a terra, se lunghe, vanno "segnalate", in genere con uno o due parabordi; non vi sembri inutile, di notte c'è gente che ha bevuto troppo e che torna in barca con il gommone, e allora.....

Lo spezzone "da lascio" lo chiudo ad anello intorno ad uno spunzone (intorno ad un albero non serve, la cima scorre bene, si recupera facilmente e non si logora). Lo chiudo con un nodo inglese doppio, e dentro all'anello passo il doppino.

Non si logora; parliamo di una notte o due, e con venti normali; se il vento fosse molto forte, si può pensare ad un collegamento mediante un moschettone, oppure, meglio, ad una seconda cima con il suo anello e spunzone.

Quei chiodoni non li conosco e non li ho mai usati, se non in montagna...

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Re: Cime a terra

Messaggioda Fidi75 » 17/03/2016, 13:26

Grazie!
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