A spasso per la Croazia a bordo di Mon Etap

Aver fatto progettare all’architetto di bordo un supporto amovibile per utilizzare il motore del tender come ausiliario è stata una scelta azzeccata. E’ la mattina della partenza, siamo in mare da due ore, il motore decide di borbottare e di spegnersi per sempre…. del vento nemmeno la traccia e cosa facciamo quindi? Posizioniamo il 2.3cv Honda sul supporto e ci facciamo spingere a oltre 3 nodi fino al marina.

Più tardi scopriremo che la centralina ha pensato bene di scegliere il nostro stesso periodo per andarsene in ferie (lei per sempre però) e a seguito di un mezzo miracolo dei meccanici della Yamaha di Lignano, dopo 3 giorni siamo riusciti a prendere il largo utilizzando una centralina che avevano in comodato d’uso per fare test sui loro motori.

Avendo il morale a terra, vedendo sfumata la tanto attesa crociera, pensavamo ad una vacanza alternativa, ma dopo la notizia di essere nuovamente in campo, non abbiamo perso tempo e ci siamo lanciati nella nostra prima avventura in notturna, ebbene si, abbiamo messo da parte ansie e paure e ci abbiamo provato! Siamo salpati da Lignano alle 2 di notte, manco a farlo apposta, della luna nemmeno la traccia e dopo qualche scena fantozziana per trovare il canale delimitato dalle briccole ne siamo usciti sani e salvi.

Ma andiamo per gradi, sono le 2 di notte del 31 Luglio, siamo tesi come una corda di violino, il motore adesso funziona, ma continuerà a farlo? Predispongo per tranquillità il motore secondario pronto per essere acceso, la strumentazione è accesa ed illuminata di rosso, luci di via a motore accese, luci in cabina in modalità notturna, cerate e giubbini indossati e collegati alle life line, Vhf sul 16 e da li a poco salpiamo. Dal diario di bordo tenuto da Elena: “Alle 2 e 25 adagio sul pontile la cima d’ormeggio di prora, siamo liberi, in questo momento siamo noi a mollare gli ormeggi nel bel mezzo della notte, proprio come coloro che vedevamo partire nell’oscurità, immaginandoci quale fosse la loro destinazione, dove stessero andando, ora ci siamo noi, non abbiamo meta, ma solo timore per quel che non conosciamo”

Stiamo per uscire dal marina, incrociamo un marinaio, si sta fumando una sigaretta, ci guarda, sorride e ci augura un buon vento.  Lasciamo la darsena e la visibilità diminuisce moltissimo, le luci di Lignano ci guidano verso l’inizio delle briccole che delimitano il canale, il buio è sempre più fitto ma nel frattempo gli occhi iniziano ad abituarsi all’oscurità. Siamo all’altezza del faro rosso ed in teoria dovremmo riuscire a vedere qualcosa, qualche briccola, ma ancora nulla, la tensione sale, perchè non vediamo ancora nulla? Eccola, finalmente intravediamo la prima, peccato però… siamo fuori dal canale!!! Niente paura, qualche salto mortale e ci troviamo immersi nel buio più totale, il canale è finito, ora si tratta “solo” di trovare la boa delle acque sicure… eppure dovremmo averla davanti, binocolo, torcia… niente da fare, non la troviamo, inzia a salire l’ansia, per carità, sapere di aver davanti a te, da qualche parte, un palo in ferro che esce 3 metri dall’acqua non è il massimo. Decido quindi di cambiare rotta e di allontanarmi, della meda nemmeno l’ombra (scoprirò da un un forum di velisti che la meda è stata spenta per 3 giorni e guardacaso questa notte è una di quelli). Ora siamo in mare aperto, il canale l’abbiamo fatto a poco meno di 3 nodi, ora aumento a 3 e mezzo per arrivare a regime di crociera quando sorgerà il sole. Siamo avvolti nel buio più totale, incantati da una stellata fenomenale, iniziano i primi incroci con dei pescherecci intenti nel loro lavoro, essendo noi in ferie e non avendo fretta, decidiamo di dare loro a prescindere la precedenza. Iniziamo con i primi turni di guardia e di sonno, la giornata sarà lunga e preferiamo essere riposati.

Ci godiamo una bellissima alba, ed in men che non si dica, alle otto e mezza, siamo in dogana ad Umago dove a seguito di una manovra “veloce” perdo un pezzo del mezzo marinaio in acqua…. prendo le cime ad un bellissimo Hallberg Rassy 352 e mi dirigo con Elena a far Polizia e Capitaneria. A nove e mezza abbiamo la prua verso sud in mare forza olio e vento zero.

Alle 14.00 siamo al largo di Rovigno è da due ore che riusciamo a procedere a vela, l’anno scorso eravamo in queste zone alle 18, inizia a soffiare un buon vento da nord ovest ed è qui che io ed Ele ci guardiamo e sorridendo capiamo entrambi che vogliamo puntare direttamente verso la baia di Medulino. Arriviamo alle ore 20 circa, diamo fondo all’ancora in 3 metri e mezzo, non mi tiro indietro e filo abbondante calumo per dormire bene, per questo mi tengo distante dalle altre barche in rada. Per tranquillità diamo fondo di fronte al marina di Pomer, sapete, siamo comunque alle prime armi, e dopo 14 ore di navigazione e 75 miglia percorse, vogliamo la tranquillità di avere a 2 passi un marina.

Il 1° Agosto, alle 6.55 siamo già in mare, si attraversa il Quarnaro, salpando l’ancora ho avvistato una razza disturbata dalle nostre manovre. Il golfo è incredibilmente piatto, intravediamo in lontananza Cherso, procediamo a motore in un mare piattissimo, del vento nemmeno l’ombra.

Alle 13.24 siamo a Lussino ed abbiamo già rabboccato acqua e benzina e fortuna abbiamo trovato al distributore il mezzo marinaio!!! Diciamocelo, non è stato certo l’acquisto più economico della storia, ma non ci lamentiamo. Nel frattempo si sono alzati una decina di nodi abbondanti di vento, usciamo da Lussino e proseguiamo la discesa verso sud. Il vento rinforza leggermente ed arrivati sul versante occidentale dell’isola di Ilovik ci troviamo in poppa piena a navigare tra i 4.8 e i 5 nodi e mezzo solo con la randa.

Decidiamo di proseguire e di fermarci per la notte a Silba. Arrivati alle 18.00 non avremo difficoltà a trovare gavitelli liberi. Dopo le 54 miglia di oggi un super bagno in acqua cristallina è d’obbligo, peccato che il sole basso  non renda giustizia ai colori!!!

2 Agosto, sono le 7 di mattina che facciamo? Ci fermiamo o andiamo? la decisione è presto presa, oggi abbiamo una meta, Dugi Otok, salpiamo e dopo poco vediamo vicinissimo a noi un delfino, sono sempre uno spettacolo!!

Alle 9 stiamo costeggiando Ist e vediamo in lontanza il faro di Dugi Otok. Alle 11.25 prendiamo uno dei tanti gavitelli liberi in baia a Sakarun, 11 metri d’acqua sotto di noi. Il programma di oggi prevede relax, bagni, gelati e passeggiate!!! Percorso solo 19 miglia.

3 Agosto alle 6 e 40 siamo già in mare, oggi vogliamo scendere fino a Zaglav per rabboccare la benzina, del vento, per ora, nemmeno una traccia, decidiamo di passare dal versante orientale dell’isola.

I meteo segnalano che attorno alle 10 dovrebbero alzarsi un 15/20 nodi, speriamo, intanto aspettiamo e procediamo a motore.  Il vento attorno alle 11 inizia ad alzarsi, procediamo a vela, alle 14 siamo a Zaglav dove ad attendere in fila per il rifornimento troveremo qualcosa come 40 barche. Benzina ne abbiamo, il vento non  manca e decidiamo di scendere.

Alle 15.30 circa saremo al gavitello all’isola Kornati vicino al marina di Zut. Siamo in 15 metri d’acqua e vediamo tranquillamente il fondo e ci credo, con quello che abbiamo pagato il gavitello…. quasi (350 Kune). Scopriremo solo dopo, che abbiamo scelto i gavitelli del ristorante e non del marina!!! Eh vabbè, facciamoci un bagno che passa tutto!

 

 

 

 

 

4 Agosto, oggi la sveglia suona presto, sono le 5.50 e siamo in mare, si riparte verso sud, non abbiamo le idee chiare, stiamo pensando a Primostein per fare rifornimento, ma alle 8.50 non so per quale motivo, decidiamo di poggiare e andare a Sibenik.

 

 

L’accesso a Sibenik è  particolare e  caratteristico, ti ritrovi a navigare per qualche miglio in questo canale immerso nella vegetazione.

Facciamo benzina, il caldo è asfissiante e non gira un filo d’aria. Poco prima di entrare in paese un bel venticello ci spingeva a 4 nodi, i meteo davano un leggero rinforzo, non ci fermiamo qui, usciamo e navighiamo. Fuori dal canale il vento in poppa ci spinge a 3 nodi e mezzo, il caldo è insopportabile e cosa si fa? Si sperimenta no? Via con il super bagno alla traina, prima esperienza per me ed anche per Elena, prima uno e poi l’altro ci rinfreschiamo a suon di bagni. Bagno dopo bagno, chiacchera dopo chiacchera, ci troviamo ad aver percorso quasi 50 miglia e ad aver preso uno dei tanti gavitelli liberi al largo del paese di Rogoznica. Siamo in 12 metri d’acqua a 30 metri circa dalla spiaggia, posto particolare.

 

 

 

 

 

5 Agosto, le previsioni meteo son ballerine, vogliamo iniziare a salire, partiamo alle 8 e dopo qualche ora di navigazione a vela arriviamo a Zirije ,  il meteo ci avvisa che a fronte dei 20 nodi previsti per domani ne dovrebbero arrivare quasi 40, che si fa? Intanto ci facciamo un ficchetto, poi giriamo la barca e torniamo al gavitello a Rogoznica, in modo da essere tranquilli ed aver tutto il tempo per ragionarci. Alle 16.30 siamo di nuovo al gavitello.

 

 

6 Agosto, alle 9 di mattina siamo già al marina di Kremik, controllando le previsioni, i nodi previsti sono saliti, infatti in parte delle incoronate fino a Zirijie prevedono raffiche a 50 nodi a partire da questa sera. Il marina è molto bello, immerso in un fiordo, ci sono pontili galleggianti nuovi con finger, market, bar ristorante ed un negozio di nautica, inoltre una bellissima passeggiata panoramica, parte dal marina per arrivare fino a Capocesto.

 

 7 Agosto, la giornata passa tranquilla, nemmeno un refolo di vento all’interno del marina, non vediamo nessuno uscire, ma tutti quelli che entrano hanno barche oltre i 35 piedi, indossano cerate e giubbotti autogonfiabili ed hanno la barca bagnata fino al pozzetto, deduciamo quindi che fuori il vento tiri forte. Alla sera in fila per il taxi, scambiamo due parole con un equipaggio appena arrivato e fuori c’è più di un metro e mezzo d’onda e tira sui 25/30 costanti con raffiche oltre i 40, incredibile che in marina proprio non ce ne rendiamo conto.

 

Questa sera andremo a Primostein in Taxi, 70 Kune andata e 70 al ritorno, facciamo una passeggiata in questo paesino molto caratteristico. Arriviamo ad una chiesa che domina il mare, il panorama al tramonto è di quelli che tolgono il fiato. Si vedono le isole Incoronate, spettacolare! Torniamo in paese, questa sera Konoba, assaggieremo la Peka di Polpo, qualcosa di spaventosamente buono.

 

 

La Peka è un piatto tipico della Dalmazia e consiste in Polpo oppure Agnello, Maiale, Manzo ect.ect. adagiato in una pentola sulla brace e cotto assieme a verdure di vario tipo e patate. Vi consiglio di assaggiarlo, a noi è piaciuto parecchio, avremmo voluto assaggiare l’agnello ma putroppo, essendo la cottura molto lenta andava prenotato per tempo.

 

8 Agosto, i meteo sono tutti concordi, sembra che nel weekend si stia formando una grossa perturbazione che dovrebbe scendere tutta l’Istria arrivando quasi fino a qui. Decidiamo che iniziare a risalire non è saggio, quindi l’aternativa è solo una, scendere ancora, alle 14.47 siamo al largo di Trogir, ma amici ci consigliavano di vedere Spalato, mettiamo la prua su Spalato che raggiungeremo alle 18.00. Il marina non è male, si trova ad un chilometro e mezzo a piedi dalla città. Iniziamo a sentire parlare gli Italiani con accento Pugliese, sorridiamo, effettivamente siamo ad 80 miglia dalle Tremiti e loro sono di Vieste.

Ci incamminiamo verso Spalato, una città sito dell’Unesco, la troviamo una miscela di stili differenti, la città vecchia all’interno delle mura del palazzo di Diocleziano è affascinante, molto bella e caratteristica.

     

 

  

9 Agosto, siamo ancora sotto shock dopo il saldo del conto dell’Aci marina, 68€ per una notte, usciamo dal marina con un “addio”, assieme a noi salpa una grossa nave da crociera e un traghetto diretto ad Ancona. Il vento è buono e ci stiamo divertendo, le ultime quindici miglia prima di rientrare al Marina di Kremik le percorriamo con vento tra i 15 e 23 nodi in poppa e riusciamo a far toccare a Mon Etap la punta massima di 7.0 nodi di Gps. Fuori dal marina ammainiamo tutto, il vento tira parecchio, prua al vento in ammainata l’anemometro ci segna 25 nodi, sono preoccupato per la manovra di ormeggio, ma andrà tutto benissimo, dentro il marina l’anemometro sotto raffica segna al massimo 7 nodi, incredibile! Per la prima volta non saremo i più piccoli, contiamo altre 4 barche dai 5 ai 7 metri, sono tutti tedeschi, lo notiamo dall’equipaggiamento di bordo, pannelli solari, eolico e tutto di più.

10 Agosto, il vento fischia tra le sartie, il caldo è insopportabile, il groppo che ci ha fatto desistere dal risalire c’è stato, tanto che abbiamo sentito di grossi danni a Jesolo e sul litorale, la stazione meteo del Marina di Lignano ha registrato 62.6 nodi, contattiamo alcuni amici che sono al marina, tutto bene, fortunatamente erano in porto. Noi facciamo passeggiate…

 

Il proprietario del terreno, sconsiglia di assaggiare la sua pregiata Uva

 

 

 

 

 

 

11 -13 Agosto, vento sempre molto forte, gli unici che escono sono i charter, molti rientrano. Gli armatori, anche quelli con barche ben più importanti della nostra restano in marina. Facciamo lunghi bagni, passeggiate e chiaccherate accompagnate da qualche litro di birra :).

La sera del 12 Agosto ordiniamo alla Konoba Torkul (che consigliamo) la Peka di Agnello. Fenomenale! Per domani e dopodomani il meteo da ancora 30 nodi, però girato in bora!!

 

 

 

14 Agosto, salpiamo alle 6 dal marina, le previsioni dicono che potremmo incontrare fino a 30 nodi, siamo preparati, usciamo dal marina e issiamo subito le vele, ci saranno dieci nodi circa, mettiamo la prua su Kornati. Alle 09 l’apparente segna fisso 18 nodi costanti rafficati fino a 24 nodi, siamo ancora a tutta tela, ma al limite della prima mano che prenderemo dopo poco, viaggiamo costanti a sei nodi, che spettacolo!!! All’altezza di Telascica il vento si stabilizza sui 20/22 di apparente rafficati a 26, onda talvolta sopra il metro e mezzo e procediamo di bolina. Alle 20 circa siamo al gavitello, dopo aver percorso 66.8 miglia tutte a vela con una media di 5 nodi e punte a 7.1, è stata una delle veleggiate più entusiasmanti da quando abbiamo Mon Etap, questo 24 piedi è fantastico!!! Per la notte troviamo un gavitello nell’ isola di Rava, siamo arrivati piuttosto tardi, ma nessuna difficoltà a trovare posto.

 

 

15 Agosto, oggi si dorme più del solito, salpiamo a sette e mezza, il vento sarà debole fino all’altezza di Ist, poi si alzeranno un 15 nodi che ci consentiranno di procedere a cinque nodi e  mezzo, calo il rapala, ma so bene che stiamo andando troppo forte.

  

Alle 17 siamo al gavitello a Silba, ci sono sempre i soliti quindici/venti nodi di vento, facciamo dei bagni e qualche riposino in pozzetto. La sera scenderemo a terra con il sommergibiltender, con quindici nodi a bordo dell’arimar 185 arrivi a terra bagnato come se ci fossi arrivato a nuoto. Facciamo a piedi il giro dell’isola di Silba,acquistiamo della frutta e del pane, scopriremo che tutte le Konobe sono piene e se non prenoti non trovi posto. Ci godiamo un tramonto mozzafiato sul versante occidentale dell’isola e tornermo in barca a cenare sotto le stelle con stinco, purè e dopo cena, un buon goccio di Zacapa per brindare al ferragosto.

 

16 Agosto, alle 8.55, dopo un bagnetto, partiamo da Silba, l’idea è di mettere la prua verso nord e fermarci la notte a Unije.

 

 

E’ mezzogiorno, il vento inizia a farsi vedere, i siti ci dicono che domani in Quarnaro potrebbe esserci onda e parecchio vento, la decisione è presa, saltiamo il rifornimento e passiamo oggi il Quarnaro! Il meteo in lontananza non è dei migliori, ma i 450 siti che controlliamo sono tutti concordi e decidiamo di affidarci alla tecnologia.

A metà Quarnaro il vento si alza, come previsto da nord ovest dai 15 ai 20 nodi, ci stiamo divertendo come matti, procediamo mure a sinistra, il vento sale ancora leggermente e prendiamo una mano, la barca è equilibratissima. A poche miglia dalla costa cambiamo il bordo per tenerci il faro di Porer sulla dritta e il vento ed onda aumentano, l’anemometro sotto raffica segna 26 nodi di apparente. Passeremo il faro di Porer per poi cambiare nuovamente il bordo per puntare su Veruda.  All’altezza del faro una coppia di delfini salta a 10 metri da noi, sono bellissimi, non abbiamo il tempo e modo di prendere nulla per riprenderli. Alle 20.00 circa siamo a Veruda, oggi abbiamo percorso 60 miglia, di cui 40 a vela, non abbiamo voglia di cucinare, ci facciamo una doccia ghiacciata al marina (finito l’acqua calda) e andiamo a cena al ristorante, più tardi ci faremo una grappa con i ragazzi di Bijou che abbiamo incontrato sul nostro stesso pontile.

     

17 Agosto, a 9.20 salpiamo, abbiamo fatto 10 litri di benzina e salutiamo Veruda, lo immaginavamo diverso, non ci ha entusiasmato, non credo ci torneremo. Al largo di Rovigno notiamo che i lavori di rifacimento del marina stanno avanzando, la navigazione procederà a vela fino a Novigrad, dopo 35 miglia, alle 17 prenderemo un gavitello e ci faremo un bagno e una doccia (questa volta calda, alla faccia dei marina). Stasera si accende per l’ennesima volta il magma e ci cucineremo la classica piadipizza!!

     

 

 

 

 

 

18 Agosto, scendiamo a terra con il tender, facciamo colazione ed una passeggiata per Novigrad. Acquistiamo del pane e delle stuzzicherie per pranzare durante l’attraversata, torniamo in barca e ci dirigiamo al molo della dogana che in questo momento è libero, c’è onda, Elena non si fida a lasciare la barca incustodita, scendo al volo, prendo le cime ad una barca a vela che sta facendo manovra e corro in Capitaneria a fare documenti e poi Polizia.

Alle 11 e 30 siamo in uscita dal porto, ci arriva il messaggio dei vicini di barca che ci fanno una proposta che non si può rifiutare: “al vostro arrivo birra fresca e pasta con pesto fatto in casa?” Beh una proposta di questo tipo merita una regolazione delle vele di fino per guadagnare ogni decimo di nodo… :). All’una ci facciamo l’ultimo bagno alla traina, siamo all’altezza di Umago, in acqua ci sono degli strani esseri simili a meduse, ma non sono urticanti. Iniziamo l’attraversata, di vento ne vediamo davvero poco, aiutiamo le vele con il motore. Alle 17.30 al largo di Lignano vedo la mia prima tartaruga marina, inzialmente, complice anche l’acqua torbida, pensavo fosse una delle solite mega meduse, ma avvicinandoci le ho visto la testa ed il resto del corpo. Alle 18.30 facciamo il nostro ingresso in marina, ad attenderci con una buonissima birra ghiacciata (che non si trova in commercio) ci sono i nostri vicini di ormeggio, passeremo una piacevole serata a chiaccherare.

In definitiva, a parte l’intoppo iniziale, devo dire che quest’anno, forse intimoriti dai numerosi temporali improvvisi che ha fatto nei mesi precedenti alla nostra partenza, abbiamo prestato molta più attenzione al meteo e fatto nostro il detto che ” i buoni marinai le tempeste le evitano “, noi non siamo di certo marinai, ma abbiamo cercato di evitare le tempeste :). Battute a parte, abbiamo provato a ridurre al minimo i rischi, ricordandoci comunque che questa per noi è la seconda crociera.

In totale abbiamo percorso 540 miglia in 19 giorni,  alcune tappe medio lunghe dalle 50 alle quasi 75 miglia al giorno e devo dire, che pur essendo un 24 piedi, la nostra barchetta è comoda, confortevole e ci da grande sicurezza. Abbiamo fatto molta vela e comunque siamo riusciti a non rinunciare al relax e a lunghi bagni.

Di seguito il link al nostro viaggio su Youposition con tappe, breve diario di bordo e qualche foto.

Buon Vento a tutti

Fotogallery

 

Quasi Pronti per il Varo – Nuovo Progetto

Quasi pronti per il varo.Il lavoro sta assorbendo ormai da tempo gran parte della mie giornate e dei miei fine settimana. La piccola vice comandante, poi, si è appassionata al tennis e fra un torneo e l’altro l’ipotesi di trascorrere piacevoli weekend in barca si fa sempre più sfumata. Così la A4, che percorro abitualmente  da solo per raggiungere l’amata Cormorana , sembra ogni volta più oblunga, monotona  e brulicante di auto impazzite che, nervosamente, sorpassano a destra e a sinistra.Insomma, da tempo, sento un crescente desiderio di modificare un po’ di variabili della mia vita nella speranza di ottenere un risultato che possa appagare i desiderata di tutta la famiglia…E’ nato quindi, per caso, il progetto di circumnavigare l’Italia per portare Cormorana sulla costa tirrenica, così da avvicinarla a casa.In considerazione della scarsa disponibilità di tempo a disposizione, l’idea e’ quella di suddividere la navigazione in tre mini crociere trasferimento.Tra pochi gg inizierà la prima parte che prevede la discesa lungo l’Istria e il superamento del Quarnaro fino a raggiungere l’isola di Lostovo. Da lì attraverseremo, meteo permettendo, l’adriatico facendo rotta su Vieste per proseguire su Bari.In occasione del trasferimento, oltre agli ordinari lavori di manutenzione motore e scafo, ho pensato di sostituire la drizza del gennaker, la scotta della randa, del trasto randa e del vang. Tutte le altre drizze e scotte sono state sostituite lo scorso anno. Ho sostituito, inoltre, i 50 m di catena da 6mm con altrettanti da 8mm. Ho sbarcato i serbatoi carburante e riserva acqua per un’accurata pulizia.Ho infine ordinato una tormentina e, nella speranza di fare ricorso il meno possibile ai porti turistici,  mi sono dotato di un silenzioso generatore di corrente, al fine di poter mantenere un certo grado di autonomia…. Mentre vi scrivo imprevisti di lavoro minacciano di ritardare la data di partenza…teniamo duro e incrociamo le dita…

Bv

Federico