Matematica applicata

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imageMentre i nostri compagni di avventura si godono il mare a bordo del loro First 21.7 Rosina…noi contiamo i gg che ci separano dal varo di Cormorana, con lo stesso spirito con cui si contano le note pecore quando si soffre d’insonnia!
E visto che Morfeo tarda ad arrivare … vi raccontiamo come abbiamo valutato i carichi di rottura della drizza del genoa di cui abbiamo parlato nell’articolo “Si fa presto a dire cima
Abbiamo progressivamente imparato a non affidarci ciecamente alla pura teoria, convinti che una giusta dose di praticita’ sia sempre utile, ma da un punto di partenza dovevamo pur iniziare, no?
Dalle formule di Marshall abbiamo quindi mosso i nostri ragionamenti, consapevoli che pur non potendo le stesse essere applicate con rigore scientifico ad ogni tipologia di imbarcazione, offrono tuttavia un buon grado di attendibilità per i croceristi goderecci come noi.
Il calcolo del carico di rottura a cui e’ sottoposta la drizza deve essere effettuato prendendo a riferimento il Genoa 3 che sviluppa il massimo carico nelle vele di prua.
La formula da applicare e’ la seguente

SV x V al quadrato x 0,021

dove

SV sta per superficie velica
V e’ la velocità del vento apparente
0,021 e’ un coefficiente… E non chiedeteci come viene calcolato…non sapremmo rispondere!

Il risultato che si ottiene e’ il carico di lavoro massimo sul punto di scotta. A questo punto, riducendo tale valore del 40% ricaveremo un dato attendibile del carico esercitato dalla vela sulla drizza.
Calcolato il valore, come sopra indicato, si sceglierà a questo punto una cima che abbia un carico di rottura pari a 4 volte il carico di lavoro.

Nel caso di Cormorana, con un Genoa 3 di 23mq, considerato un vento apparente di 40 nodi, il calcolo da sviluppare sarà il seguente:

23 x 40^2 x 0,021 = 772,8 kgf (carico massimo punto di scotta)
772,8/100×40= 309,12 (40% carico massimo punto di scotta)
772,8-309,12= 463,58 (carico esercitato sulla drizza)
463,58 x 4 = 1.854,32 carico di rottura della nostra cima

E se volessimo sostituire la drizza della randa? Noi per ora non ci pensiamo proprio ma voi potrete applicare la formula sopra descritta aggiungendo un ulteriore passaggio:

SV x V al quadrato x 0,021 x 1,5

Bene…sapete che vi dico? Con tutti questi numeri…mi è venuto finalmente sonno!