I primi lavori fatti sulla nostra Etap 24i

Cari amici,

Ormai la barca è in secca da più di un mese e la nostalgia e la voglia di mare iniziano a farsi sentire, arrivare a metà Marzo sarà lunga e cerco di ingannare questa attesa scrivendo qualcosa sulla nostra barca e sui lavori svolti nel 2016.

Come avrete avuto modo di leggere, la scorsa estate abbiamo passato un mese a bordo di Mon Etap di cui quasi 3 settimane in crociera a zonzo nella bella Croazia. Per far si che questo fosse possibile, prima di partire,  abbiamo apportato alcune migliorie che ci consentissero di aumentare la qualità della navigazione e della vita a bordo. Vediamo cosa abbiamo studiato ed installato a bordo della nostra Etap24i:

Randa e fiocco nuovi in dacron con grammatura pesante con installazione di un avvolgifiocco Furlex 50S

Lazy Bag con zip ai lati per applicazione di teli impermeabili copertura sole e acqua.  Questi teli sono studiati sia per l’applicazione a tenda canadese oppure orizzontale per ottenere una maggior altezza in pozzetto.Li abbiamo testati con vento e acqua e sono stati fantastici, oltre a tener fresco il pozzetto nei giorni caldi e afosi.

 

Bimini Top con struttura in inox e predisposizione per pannelli solari da 80W cad. In questo caso abbiamo deciso di installare 2 pannelli fotovoltaici Giocosolution da 80W cad., il tutto abbinato ad un regolatore di carica Western Co WRM 15. Questa configurazione ci ha consentito di tener collegato il frigo impostato a 5 gradi  24 su 24.  Il tutto collegato ad una batteria AGM Varta da 80A (probabilmente il prossimo anno raddoppieremo gli Ampere).

Supporto per il motore ausiliario e nella parte opposta un barbecue a gas Magma.

Altri lavoretti che abbiamo fatto prima di salpare hanno riguardato, l’installazione di uno strumento Depth Raymarine I40 con l’installazione della sonda all’interno dello scafo, ricordiamo infatti che Mon Etap non ha prese a mare. Per l’impianto idrico per quest’anno ci siamo organizzati con una doccia solare da 20Lt, una manuale con 5 Lt. di serbatoio acqua con pompa a mano ed infine (ma questa è una organizzazione temporanea), 6 taniche da 20 litri per l’acqua necessaria alla doccia, risciacquo stoviglie ect.ect., il tutto stivato nell’immenso gavone a centro barca dove, nelle versioni entrobordo, viene installato il motore.

Per l’ancoraggio, la linea principale è composta da 25 metri di catena da 8mm (la misura del diametro della catena è richiesta dal cantiere, personalmente avrei optato per una 6mm), 35 metri di cima a 3 legnoli da 18mm impiombata con redancia inox e grillo inox da 10mm Whicard con chiusura di sicurezza, la linea è collegata ad una Delta da 10Kg.

Per ora è tutto vi terremo aggiornati per i lavori che effettueremo nel 2017.

Buon Vento e buon Natale a tutti

Filippo

 

Che ancora scelgo?

Oggi parliamo della linea d’ancoraggio che abbiamo scelto per il nostro First21.7s, premettiamo che questo articolo non vuole essere una guida, ma una serie di consigli per coloro che devono apprestarsi a scegliere la linea di ancoraggio per questa piccola grande barca. Vi diciamo che non è stata una impresa semplicissima, poichè il gavone dell’ancora dei First dal 211 all’ultimo first 20 (il 210 ne era sprovvisto) ha delle misure piuttosto ridotte. Per la scelta dell’ancora tra le svariate proposte che il mercato offre ci siamo domandati in quali zone siamo soliti ancorare ed in secondo luogo abbiamo cercato delle ancore che ci stessero nel gavone.  E’ scontato che se ancoreremo spesso su sabbia cercheremo un prodotto, mentre se ancoreremo spesso su roccia ne cercheremo un altro. Torniamo a parlare del gavone del Firstino, le misure che abbiamo rilevato sono le seguenti

IMG-20150509-WA0003Il gavone ha una forma triangolare e misura:

Base Maggiore (verso poppa): 40 centimetri

Base Minore (verso prua): 13 centimetri

Lunghezza: 75 centimetri

Profondità in altezza del gavone verso prua: 12 centimetri

Profondità in altezza del gavone verso poppa: 30 centimetri

 Escluse fin da subito le ancore che non saremmo riusciti a posizionare nel gavone, ci siamo messi in moto leggendo recensioni e confrontando i test delle principali riviste del settore, valutando anche il costo medio delle ancore valutate, così facendo abbiamo ristretto il campo a 3 modelli che reputiamo possano fare a caso nostro. In commercio troviamo molti tipi simili di ancore, alcune con differenze di prezzo importanti, noi ci siamo orientati su modelli originali e non riproduzioni e vi indichiamo le nostre tre finaliste: la Delta prodotta dalla Lewmar, la Kobra della Plastimo e la Rocna.

Dotati di Cad per le misure tecniche e di un buon cartone per costruire le dime delle nostre ancore, ci siamo messi al lavoro inziando a confrontare i prodotti.

RocnaPartiamo dalla Rocna, per la nostra barca il sito ufficiale consiglia un’ancora da 6Kg e con dima alla mano, abbiamo appurato che il gavone non saremmo riusciti a chiuderlo correttamente a causa di quel semicerchio presente sull’ancora che le consente di raddrizzarsi nel caso si appoggi al fondo capovolta, per questo motivo Rocna risulta il primo grande escluso del nostro articolo.

 

DeltaPer quanto riguarda Delta, il sito della Lewmar, consiglia per imbarcazioni della nostra metratura un’ancora di 6Kg circa e stando alle misure fornite dalla casa,  l’ancora saremmo riusciti a stoccarla, ma avremmo avuto problemi aggiungendo la catena e la cima che avrebbero fatto toccare il fusto dell’ancora sulla copertura del gavone, impedendo allo stesso di chiudersi.

 KobraCi siamo quindi concentrati su questa nuova ancora della Plastimo, ancora già testata con ottimi risultati da molte riviste del settore, conosciuta dai diportisti ma ancora poco utilizzata data la sua giovane età. Parliamo di questa Kobra, uno dei segni distintivi rispetto alle altre ancore di questo articolo è il fusto pieghevole che le consente di ridurre notevolmente i volumi di ingombro e facilita quindi l’armatore nello stoccaggio della stessa, in commercio è presente anche la versione con il fusto fisso. Per quanto concerne la scelta del peso dell’ancora vi consigliamo di rivolgervi al sito ufficiale della plastimo, poichè su alcuni siti sono riportati dei valori totalmente errati. Il sito di Plastimo consiglia l’ancora da 4Kg per barche di fino a 6 metri e l’ancora da 6Kg per barche fino a 8 metri. Con il disegno tecnico CAD e con la dima di cartone alla mano, abbiamo visto non solo che l’ancora da 6Kg ci sarebbe stata senza problemi, ma addirittura avremmo potuto acquistare il modello da 8Kg che sul sito ufficiale viene consigliato per barche da 8 a 10 metri e complice l’idea di poter acquistare un prodotto leggermente sovradimensionato rispetto a quanto consigliato, ci siamo decisi ad acquistare il modello da 8Kg.

Riposta nel suo gavone... (non badate alla cima troppo corta sulla galloccia di dritta è temporanea)
Riposta nel suo gavone… (non badate alla cima troppo corta sulla galloccia di dritta è temporanea e troppo corta)

Ma come abbiamo progettato la nostra linea d’ancoraggio? Volendo dormire sonni tranquilli ci siamo affidati ad un giunto ancora catena della Kong (con una piccola sicura artigianale formata da un piccolo stroppo in dynemaa), ad una catena zincata da 8mm, senza dubbio eccessiva come misura per una piccola barca, ma necessaria per avere lo spazio tra le maglie per effettuare l’impiombatura e infine  una cima 3 legnoli da 14millimetri impiombata direttamente sul primo anello della catena. (eravamo intenzionati a impiombare i primi tre anelli ma essendo la nostra prima impiombatura abbiamo preferito farla sul primo legnolo e nel caso rifarla ogni stagione)

In definitiva la nostra linea d’ancoraggio è composta da ancora Kobra da 8Kg, 12 metri di catena dell’8 e 35 metri di cima 3 legnoli da 14mm. I primi test effettuati si sono rivelati più che soddisfacenti, infatti, gps alla mano, abbiamo testato la linea su fondi sabbiosi in 3,50/4  metri d’acqua, calando (per il bagnetto pomeridiano) circa 10/15 metri di calumo e in una situazione con un vento reale fino a 18 nodi e onda di 40cm di prua,  la linea ha retto benissimo senza arare e consentendoci di poter affermare che per ora la nostra scelta ci soddisfa appieno.

Al prossimo articolo e buon vento!