Quasi Pronti per il Varo – Nuovo Progetto

Quasi pronti per il varo.Il lavoro sta assorbendo ormai da tempo gran parte della mie giornate e dei miei fine settimana. La piccola vice comandante, poi, si è appassionata al tennis e fra un torneo e l’altro l’ipotesi di trascorrere piacevoli weekend in barca si fa sempre più sfumata. Così la A4, che percorro abitualmente  da solo per raggiungere l’amata Cormorana , sembra ogni volta più oblunga, monotona  e brulicante di auto impazzite che, nervosamente, sorpassano a destra e a sinistra.Insomma, da tempo, sento un crescente desiderio di modificare un po’ di variabili della mia vita nella speranza di ottenere un risultato che possa appagare i desiderata di tutta la famiglia…E’ nato quindi, per caso, il progetto di circumnavigare l’Italia per portare Cormorana sulla costa tirrenica, così da avvicinarla a casa.In considerazione della scarsa disponibilità di tempo a disposizione, l’idea e’ quella di suddividere la navigazione in tre mini crociere trasferimento.Tra pochi gg inizierà la prima parte che prevede la discesa lungo l’Istria e il superamento del Quarnaro fino a raggiungere l’isola di Lostovo. Da lì attraverseremo, meteo permettendo, l’adriatico facendo rotta su Vieste per proseguire su Bari.In occasione del trasferimento, oltre agli ordinari lavori di manutenzione motore e scafo, ho pensato di sostituire la drizza del gennaker, la scotta della randa, del trasto randa e del vang. Tutte le altre drizze e scotte sono state sostituite lo scorso anno. Ho sostituito, inoltre, i 50 m di catena da 6mm con altrettanti da 8mm. Ho sbarcato i serbatoi carburante e riserva acqua per un’accurata pulizia.Ho infine ordinato una tormentina e, nella speranza di fare ricorso il meno possibile ai porti turistici,  mi sono dotato di un silenzioso generatore di corrente, al fine di poter mantenere un certo grado di autonomia…. Mentre vi scrivo imprevisti di lavoro minacciano di ritardare la data di partenza…teniamo duro e incrociamo le dita…

Bv

Federico

Wild River Padano – pagaiando tra canneti in compagnia di aironi, germani, beccaccini

 

Da tempo  cercavo un’attività alternativa alla vela da poter praticare vicino a casa nel poco tempo libero a disposizione, possibilmente  che non mi costringesse al rispetto di orari prefissati. Non essendo proprio amante della bici ed essendomi fratturato il piatto tibiale in una corsa a piedi, le soluzioni non sembravano così immediate…

L’illuminazione è arrivata dopo aver visto il kaiak da pesca di mio cognato.  L’idea di coniugare attività fisica a contatto con l’elemento naturale  di cui  sento il più forte richiamo, l’acqua, si e’ subito materializzata in un cocktail  irresistibile a cui non potevo dire no. Una prova veloce un paio di sere fa in compagnia di Giorgio, che vorrei ringraziare pubblicamente per avermi cortesemente e pazientemente introdotto a questa attraente disciplina,  ha definitivamente estirpato le residue radici di incertezza.

Ponte di chiatte e torrazzo
Il Ponte di Chiatte ed il Torrazzo

Stamane, quindi, avendo un paio di ore a disposizione ho velocemente caricato il kaiak sul tetto della mia Volvo e in pochi minuti mi sono diretto a Commessaggio (MN) dove ho varato il natante nelle acque del Navarolo.  Come base di partenza per il varo inaugurale non potevo scegliere zona più attrente: a lato del ponte di chiatte, proprio di fronte al magnifico e suggestivo torrazzo eretto nel 1583 da Vespasiano Gonzaga. Alto 28 metri, originariamente utilizzato come torre daziaria, in seguito alloggio per il comandante del corpo di guardia, pare che fosse utilizzato  da Vespasiano Gonzaga durante i suoi soggiorni a Commessaggio. Sottratte alle tutele Veneziane, tra il 1420 e il 1431, le zone dell’Oltre Oglio vennero infatti asservite ai domini gonzagheschi che abilmente incentivarono lo sviluppo dell’industria della lana, commerciata per via fluviale…e indovinate un po’…anche lungo il percorso di questo corso d’acqua spesso ignorato dalla gente locale.

Ma torniamo alla gitarella fluviale. Nonostante il tempo incerto, l’idea  era quella di trascorrere le due orette godendo del selvaggio paesaggio padano, pagaiando lungo la ramificazione che prende il nome Bogina, dolcemente accompagnato dai suoni che la fauna fluviale poteva offrire. Il kaiak da pesca, sicuramente non adatto a competizioni veloci, si è tuttavia dimostrato confortevole e adatto allo scopo e ha offerto un discreto spazio di stivaggio. Nel gavone stagno ho potuto riporre gli effetti personali, in quello di prua una cima sufficientemente lunga per un eventuale ormeggio o ancoraggio  fra arbusti, oltre che una bottiglia di acqua per dissetarmi. Non ho alimentato la cambusa con pranzo al sacco, considerato il poco tempo dedicato all’escursione.

Bilancino
Una antica postazione da pesca con bilancino

Già dalle prime pagaiate ho potuto apprezzare il piacevole o ovattato silenzio in cui mi stavo immergendo. Lasciato in lontananza e alle mie spalle il fastidioso rumore delle auto, la navigazione è proseguita col piacevole e familiare rumore dello sciabordio dell’acqua sullo scafo, ritmicamente accompagnato dalle vogate…beh ad essere sinceri, ogni tanto qualche stonatura quando il remo toccava lo scafo… diciamo che la pagaiata è ancora un po’ rozza ma quantomeno efficace.

Gallinelle
Gallinelle a pranzo

Proseguendo lungo il percorso il suono della avifauna fluviale si è fatto piacevolmente  più persistente coinvolgendomi maggiormente. Il primo incontro che ho fatto è stato con una famiglia di gallinelle che ho evidentemente disturbato durante il loro pranzo frugale…

Peccato non aver portato una piccola canna da pesca…avrei volentieri rispolverato le mia “abilità alla Sampei”…a proposito… inevitabile portare alla memoria il mitico cartone, che ha occupato i miei pomeriggi di infanzia, al primo salto di una carpa fra i canneti…

CannetiCanneto2

Conosco il Navarolo da una vita ma mai ne avevo potuto apprezzare le bellezze paesaggistiche che solo attraverso la navigazione si possono ammirare. Dietro i canneti  si nascondono bugni e laghetti circondati dalla flora boschiva tipica del parco Naturale dell’Oglio, irraggiungibili da terra. Numerosi gli avvistamenti di aironi, germani e beccaccini ma troppo disorganizzato io per poter scattare foto decenti col cellulare. Ho tentato un silenzioso avvicinamento ad un airone, in parte riuscito fino a quando il soggetto ha deciso di beffarmi spiccando il volo al momento delle scatto d’autore…ne è uscita un’immagine sfocata che allego comunque.

Airone 2
Airone
Airone
Beffato!

La dimensione di pace e benessere in cui mi ero totalmente calato, mi ha reso incurante del tempo che passava e presto ho dovuto fare i conti con la rotta del ritorno, lungo la quale ho potuto ammirare il paesaggio dell’andata da una prospettiva diversa, mantenendo alto l’interesse per le sponde che stavo costeggiando.

Al mio rientro l’operazione di alaggio è stata veloce. Caricato in pochi minuti il kaiak sull’auto una volta a casa l’ho pulito bene, preparandolo per la prossima avventura.

Ponte

Che dire…la vela rimane sempre la mia più forte passione ma questa esperienza mi è piaciuta davvero tanto. Le possibilità che si aprono sono infinite e già sto immaginando le prossime escursioni fluviali e lacustri…e chissà che non sia la volta buona che discendo il Po… magari accampandomi su qualche spiaggia dove poter accendere un fuoco sui cui grigliare ciò che di appetitoso la cambusa vorrà offrire.

Kaiak

Pronti a tornare

Prima di congedarmi con un saluto, vorrei ringraziare Massimo per avermi prestato il suo Kaiak…dimostrando un’insana fiducia nei miei confronti…

Buon Vento e buone vogate.