I primi lavori fatti sulla nostra Etap 24i

Cari amici,

Ormai la barca è in secca da più di un mese e la nostalgia e la voglia di mare iniziano a farsi sentire, arrivare a metà Marzo sarà lunga e cerco di ingannare questa attesa scrivendo qualcosa sulla nostra barca e sui lavori svolti nel 2016.

Come avrete avuto modo di leggere, la scorsa estate abbiamo passato un mese a bordo di Mon Etap di cui quasi 3 settimane in crociera a zonzo nella bella Croazia. Per far si che questo fosse possibile, prima di partire,  abbiamo apportato alcune migliorie che ci consentissero di aumentare la qualità della navigazione e della vita a bordo. Vediamo cosa abbiamo studiato ed installato a bordo della nostra Etap24i:

Randa e fiocco nuovi in dacron con grammatura pesante con installazione di un avvolgifiocco Furlex 50S

Lazy Bag con zip ai lati per applicazione di teli impermeabili copertura sole e acqua.  Questi teli sono studiati sia per l’applicazione a tenda canadese oppure orizzontale per ottenere una maggior altezza in pozzetto.Li abbiamo testati con vento e acqua e sono stati fantastici, oltre a tener fresco il pozzetto nei giorni caldi e afosi.

 

Bimini Top con struttura in inox e predisposizione per pannelli solari da 80W cad. In questo caso abbiamo deciso di installare 2 pannelli fotovoltaici Giocosolution da 80W cad., il tutto abbinato ad un regolatore di carica Western Co WRM 15. Questa configurazione ci ha consentito di tener collegato il frigo impostato a 5 gradi  24 su 24.  Il tutto collegato ad una batteria AGM Varta da 80A (probabilmente il prossimo anno raddoppieremo gli Ampere).

Supporto per il motore ausiliario e nella parte opposta un barbecue a gas Magma.

Altri lavoretti che abbiamo fatto prima di salpare hanno riguardato, l’installazione di uno strumento Depth Raymarine I40 con l’installazione della sonda all’interno dello scafo, ricordiamo infatti che Mon Etap non ha prese a mare. Per l’impianto idrico per quest’anno ci siamo organizzati con una doccia solare da 20Lt, una manuale con 5 Lt. di serbatoio acqua con pompa a mano ed infine (ma questa è una organizzazione temporanea), 6 taniche da 20 litri per l’acqua necessaria alla doccia, risciacquo stoviglie ect.ect., il tutto stivato nell’immenso gavone a centro barca dove, nelle versioni entrobordo, viene installato il motore.

Per l’ancoraggio, la linea principale è composta da 25 metri di catena da 8mm (la misura del diametro della catena è richiesta dal cantiere, personalmente avrei optato per una 6mm), 35 metri di cima a 3 legnoli da 18mm impiombata con redancia inox e grillo inox da 10mm Whicard con chiusura di sicurezza, la linea è collegata ad una Delta da 10Kg.

Per ora è tutto vi terremo aggiornati per i lavori che effettueremo nel 2017.

Buon Vento e buon Natale a tutti

Filippo

 

Crociera in Croazia 2016 di Mon Etap

L’idea era di partire il 29 Luglio e decidere man mano le tappe da seguire, purtroppo però il nostro strumento che indica la profondità ha deciso di abbandonarci alla vigilia della partenza, decidiamo di ordinarlo. Il 7 Agosto lo strumento è installato, siamo molto in ritardo sulla tabella di marcia, ma essendo la nostra prima crociera e non avendo mai navigato in quelle acque vogliamo star tranquilli. La cambusa è fatta e prendiamo la decisione, l’indomani (meteo permettendo) si salpa, direzione? …Bah dipende… probabilmente sarà Umago.

08/08 GIORNO 1 – Lignano-Umago-Rovigno

La mattina dell’ 08 Agosto la sveglia suona alle 5.30, siamo molto tesi, d’altra parte nessuno è nato imparato, il tempo sembra essere bello, facciamo tappa ai servizi e diamo una occhiata al mare, a differenza di ieri non sembra troppo increspato. alba-lignano-08_16 Un breve consulto, giro dei siti meteo e la decisione è presa, ci proviamo! Sono le 6.10 circa quando molliamo l’ultima cima che ci assicura al finger, mettiamo fuori il naso dal marina e la situazione è piuttosto tranquilla. Il vento sembra essere buono, lo stimiamo sulla quindicina di nodi scarsi, ma osservando l’orizzonte in lontananza  intuiamo chetap-24ie potrebbe esserci onda, issiamo fin da subito randa con una mano di terzaroli e apriamo il fiocco. Stiamo andando a vela nel canale ma a quest’ora non diamo fastidio a nessuno. Incrociamo degli amici che non se la sono sentita di attraversare e stanno tornando verso il porto, intimoriti pensiamo a cosa fare, decidiamo di provare ad andare avanti e nel caso fare dietro front. Man mano che Grado non ci offre più ridosso  il mare alza sempre piùetap-24i-1 onda ma la barca si comporta egregiamente dandoci grande sicurezza.   Fa fresco e oltre alle cerate per precauzione indossiamo i giubbetti autogonfiabili.

Alle 11.40 siamo in dogana ad Umago, la soddisfazione è tanta, il molo è libero, la bandiera gialla è issata ed in men che non si dica effettuiamo le pratiche, prima in Polizia e poi in Capitaneria. Siamo contenti, troviamo negli operatori e negli agenti molta disponibilità e cortesia. A mezzogiorno abbiamo già fatto le pratiche, prelevate le Kune necessarie e configurato il sistema roaming di Wind che ci manterrà connessi con il resto del mondo per tutta la vacanza. Vista l’ora decidiamo di pranzare in un locale sul lungo mare in compagnia di alcuni vicini di pontile che hanno appena fatto dogana. Prendiamo calamari alla griglia con patate fritte e cevapcici per tutti. Il vento inizia a rinfrescare e non vogliamo peredere l’occasione di scendere verso sud, salutiamo gli amici e dopo una roccambolesca uscita (il vento ci spingeva verso il molo), alle 13.50 siamo al largo di Umago. Andiamo in poppa piena con il solo fiocco e procediamo a più di 5 nodi, ci accontentiamo e decidiamo, per ora, di non aprire randa. All’altezza di Parenzo il vento cala di intensità e ruota, issiamo randa piena e procediamo a vela fino a Rovigno, la città vista dal mare è molto caratteristica. rovigno-081_16 Sono le 18.15 e il Marina di Rovigno ci dice che i posti sono esauriti, facciamo una piccola ricognizione e tutti i gavitelli della baia a sud della città sono occupati, decidiamo quindi di scendere ancora alla ricerca di una rada. Siamo tesi, il pensiero che la notte scenda e la possibilità di  non trovare un ridosso ci intimorisce. Elena si spazzola il 777 e le carte nautiche della zona alla ricerca di una rada ma quelle che visiteremo saranno tutte affollatissime. Scorgiamo in lontananza l’albero di una barca a vela, scopriremo poi essere un Bavaria 33 con a bordo una simpatica coppia di tedeschi, hanno una bellissima spiaggia tutta per loro e mentre facciamo la ricognizione si stan godendo il tramonto facendosi un bel bagno. La rada è completamente esposta al II e III quadrante ma controllata bene la meteo, non dovremmo avere problemi. Il nostro primo ancoraggio con Mon Etap sarà per passarci la notte a bordo, siamo fiduciosi della nostra linea d’ancoraggio, l’impiombatura sulla redancia l’abbiamo fatta noi, speriamo che tenga. Iniziamo la manovra e diamo 30 metri su un fondo di 5, la baia è davvero grande e visto l’orario siamo sicuri di non creare fastidio a nessuno, è la nostra prima volta, siamo stanchi e vogliamo dormire tranquilli.rovigno-08_16 In 6 metri di fondo vediamo l’ancora e questo mi invoglia a fare il primo bagno della crociera. Salgo a bordo, doccia calda e siamo pronti per la cena. La serata procede tra chiaccherate e fotografie, sono le 22.30, siamo distrutti. Saliamo in pozzetto per qualche minuto, rimaniamo incantati, il buio ci avvolge lasciandoci senza punti di riferimento, gli unici che abbiamo sono le stelle e il faro di Rovigno che vediamo in lontananza.  Impostiamo 2 applicativi per l’allarme ancora e la sveglia ogni 2 ore e andiamo a letto. La notte passa tranquilla, se non per l’allarme che alle 02 e mezza mi fa volar fuori in pozzetto come un ninja, tutto ok è solo girato il vento, come previsto viene da terra, probabilmente ho settato male il programma.

Tot.Miglia percorse: 48

09/08 GIORNO 2 – Rada di Rovigno – Marina di Pomer

Alle 7 siamo svegli, il panorama a quest’ora è bellissimo, non c’è nessuno in mare e ci godiamo la quiete di questa rada. Laviamo le pentole cercando di non far rumore ed in men che non si dica siamo in viaggio, non sappiamo ancora quale sarà la nostra meta, ma sappiamo che dobbiamo trovare un buon ridosso da bora dato che i siti meteo prevedono soffierà intensa da dopo domani per i successivi 2/3 giorni. Intanto il vento non accenna a farsi vedere e decidiamo di dar spazio all’st1000 e al suo magico remote controller che sfoggiamo per la prima volta, questo ci consente di governare la barca stando a prua lontano dal rumore del motore, che spettacolo!!!. All’altezza delle Brioni vediamo finalmente un gruppo di delfini che nuotano nella direzione opposta alla nostra, non sono vicini a noi, ma l’emozione è palpabile. All’altezza di Veruda, decidiamo di scendere verso Premantura, nel frattempo il vento si fa vedere e ci consente di issare randa e fiocco pieni, procediamo a 4 nodi e mezzo. Tra un bordo e l’altro ci troviamo vicino al faro di Porer, siamo emozionati, siamo alle porte del famigerato Quarnaro, abbiamo letto di tutto e di tutti su questo tratto di mare, ora ci siamo noi, siamo emozionati. Passiamo tra l’isola di Fenoliga, famosa per le impronte di dinosauro  e il fanale di Porer. La zona è molto trafficata e le rade ospitano molte imbarcazioni, il mare  hpomer-081_16a un bel colore blu intenso, non sappiamo ancora cosa fare. Controlliamo il meteo che sembra anticipare la bora al primo pomeriggio di domani, decidiamo quindi di contattare il marina di Pomer e alle 15 siamo ormeggiati a farci un bagno in piscina.

Tot.Miglia percorse: 27

10-11/08 GIORNO 3-4 – Marina di Pomer

Le previsioni davano l’aumento del vento dal pomeriggio del 10 ma già dalle prime ore della mattina inizia a soffiare, siamo contenti di essere entrati il marina con un giorno di anticipo, alla fine lo scopo della vacanza è di rilassarsi. Le giornate scorrono nel relax più totale, tra bagni in piscina, focacce del panificio del paese e la pianificazione delle tappe successive.

12/08 GIORNO 5 – Marina di Pomer – Baia di Maracol

C’è uno splendido sole e tira una leggera brezza, la maggior parte delle barche stanno uscendo, oggi i siti meteo prevedono una leggera Bora sui 10-15 nodi. Facciamo tappa dal panettiere per prendere Krafen e pizza e poi salpiamo per attraversare il Quarnaro. Siamo nella baia di Medulino e per tranquillità e sbandare meno prendiamo la prima mano e fiocco pieno, procediamo abbondantemente sopra i 5 nodi, una meraviglia.

A metà attraversata ci scaldiamo un pezzo di pizza e ci godiamo il vento, per molti può sembrare banale ma noi siamo emozionati. unije-08_16Siamo a tre quarti di strada e si iniziano a vedere i dettagli dell’isola di Unije, sembra proprio bella. Costeggiamo l’isola diretti a Maracol. Alle 17 circa siamo in baia, non troviamo gavitelli liberi e quindi diamo fondo in 8 metri d’acqua. L’acqua inizia ad essere davvero interessante, si vede bene il fondo. maracol-08_16Accendiamo il barbecue e ceniamo a base di bruschette, formaggi ed un buon lambrusco. Anche qui vedremo una stellata magnifica.

Tot.Miglia percorse: 25,1

13/08 GIORNO 6 – Baia di Maracol – Lussin Piccolo – Ilovik

Salpiamo alle 8 circa in direzione Lussino per fare rifornimento di benzina e acqua, l’idea è di scendere a sud. Usciamo dalla baia di Maracol in una quiete incredibile, non appena siamo fuori il vento inizia a soffiare e l’onda a farsi sentire, nulla di preoccupante siamo rilassati e procediamo di solo fiocco sui 5 nodi e mezzo.verso-lussino-08_16

La navigazione è molto divertente, non incrociamo molte barche, le poche che vediamo sono molto più grandi di noi e comunque viaggiano a vele ridotte, alcune solo con il fiocco rollato. Deduciamo che il vento non sia proprio poco, ci sono alcune overso-lussino-086_16nde importanti e sentiamo il vento fischiare tra le sartie. Tutto sommato siamo tranquilli, si chiacchera e non ci viene nemmeno in mente di mettere il giubbotto (grave errore).

Incrociamo due vele che procedono a motore contro vento, la prima è un galeone in legno sulla ventina di metri mentre la seconda che procede in scia alla prima sarà un 40 piedi circa che ogni due onde immergeverso-lussino-083_16 la prua in acqua. Non sappiamo quanta onda ci sia, ma una cosa è sicura, non è piatto.  Arrivati a Lussino è tempo di orzare e fare una breve bolina per imboccare il canale, non abbiamo voglia di issare la randa e così più per scherzo che altro, proviamo a bolinare con il solo fiocco e scopriamo con incredulità che riusciamo a risalire il vento… Wow!

Il vento cala sensibilmente, ora siamo dal benzinaio, dobbiamo attendere il nostro turno, c’è molta gente, rabbocchiamo benzina ed acqua e partiamo alla volta di Ilovik. Il vento al traverso ci spinge a 4 nodi e in due ore circa raggiungiamo Ilovik, gli unici gavitelli liberi sono nel lato nord del canale, ci accontentiamo di questa sistemazione, così alle 14 siamo fermi a farci un bel bagno. Per pranzo sfilacci di cavallo con mozzarella di bufala, meglio che al ristorante!  img-20160813-wa0026

Alla sera il vento gira in nord ovest e alza una fastidiosissima onda che ci fa ballare per tutta la serata, il beccheggio inizia ad essere fastidioso ma all’imbrunire non ce la sentiamo di spostarci. I nostri vicini di barca nel rientrare con il tender, durante la attraversata del canale imbarcano acqua a profusione, sono in 4 su un tenderino di un metro e ottanta, c’è onda e vento, nemmeno a metà canale sono bagnati fradici e se la ridono allegramente. Ceniamo velocemente, alle 22  siamo a letto, come avevamo previsto verso mezzanotte il vento e l’onda calano e dormiamo come dei sassi. Alle 3 di notte vengo svegliato dal gavitello che batte contro lo murata, segno che il vento è calato completamente, vado a prua a cercare di risolvere il problema, mi conosolo vedendo che non sono l’unico fuori a quest’ora.

Tot.Miglia percorse: 22.3

14/08 GIORNO 7 – Ilovik – Silba

Gavitello a parte, la notte è passata bene, ci svegliamo alle 7, breve lavaggio delle stoviglie e a un quarto alle 8 stiamo costeggiando il paese di Ilovik, sembra proprio bellino e ci dispiace non riuscire a scendere per visitarlo.ilovik-08

La nostra meta ora è Silba, è da parecchio che sentiamo parlare di questo posto e siamo davvero molto curiosi. Facciamo colazione in navigazione mentre l’st-1000 timona per noi, purtroppo il vento è completamente assente e siamo obbligati a procedere a motore. Alle 11.00 siamo al gavitello a Silba, facciamo uno squillo ai nostri genitori e agli amici di Cormorana che da casa stanno guardando le webcam del porto e della spiaggia, ci facciamo riconoscere aprendo e chiudendo in continuazione il fiocco, i vicini ci avranno preso per matti…silba-081_16 L’acqua è molto bella, finalmente è quella che cerchiamo, siamo in nove metri d’acqua e si riesce a vedere senza problemi l’attacco del gavitello al corpo morto. Controlliamo le previsioni meteo e decidiamo di fermarci qui per la notte, montiamo il motore sul tender e facciamo una escursione a terra. Resto esterefatto vedendo l’acqua del porto, silba-porto-08_16è limpidissima ed invita a fare un tuffo, notiamo molta gente che fa il bagno tra le barche. Facciamo un giro per il paese e cogliamo l’occasione per comprare del pane, frutta e della verdura da grigliare, il posto è molto bello e siamo decisamente soddisfatti.

Torniamo alla barca per pranzare e per farsilba-08_16ci dei lunghi bagni. Alla sera, passa il gommone a riscuotere la quota, circa 20€ e recupera anche la spazzatura e ci consiglia di andare a mangiare in una Konoba in piazza. Non abbiamo voglia di uscire, andiamo a prendere della carne in un supermercato, ceniamo con degli Hamburger fatti sul barbecue che non passeranno di certo alla storia per la loro bontà anzi….

Tot.Miglia percorse: 9.9

15/08 GIORNO 8 – Silba – Olib – Skarda 

Ci svegliamo alle 8, siamo indecisi se fermarci un altro giorno o se silba-085_16partire, Silba ci piace davvero molto, prendiamo del tempo preparando una abbondante colazione. Abbiamo deciso ci spostiamo, alle 9.25 salpiamo in direzione Olib, siamo curiosi di vedere la spiaggia di Uvala Draga e una baia appena a sud della stessa che abbiamo trovato su earth. Non c’è molto vento ma vogliamo andare a vela, procediamo a 2 nodi e mezzo mentre ce la raccontiamo.

Arriviamo in una baia praticamente deserta dove troviamo l’acqua limpida, non abbiamo voglia di dar fondo con la linea d’ancoraggio principale e armo provvisoriamente l’ancora ad ombrello da 10Kg che ho in un gavone assieme a 30 metri di cima della linea di scorta. Diamo fondo in 3 metri d’acqua per farci un bel bagno attorno alla barca.

DCIM100MEDIAL’acqua è davvero pulita e la cosa che mi lascia stupito è che il giorno di ferragosto in questa baia siamo appena in 6 barche. A 500 metri da noi c’è un gruppo di barche a vela ormeggiate a pacchetto, una batte bandiera Italiana mentre le altre sono charter, hanno a bordo un drone che alzano in volo e portano a dieci metri da noi, li salutiamo e loro fanno rollare le ali come forma di saluto. Ora è il momento di ripartire in direzione Uvala Draga.

DCIM100MEDIASu quest’ultimo posto c’è ben poco da dire l’acqua è bellissima e anche qui troviamo pochissime barche, lo spazio abbonda. Scendiamo in spiaggia per un bagno veloce. E’ un posto incantevole con una spiaggia molto bella con un acqua da urlo.

Siamo pronti per ripartire, vorremmo fermarci a Olib ma quando siamo all’altezza del porto, si alza una bellissima brezza da Nord Est che ci invoglia a proseguire verso sud.

Maciniamo miglia su miglia mentre siamo rapiti dal paesaggio circosante, siamo a vela al largo a sud di Silba, quando la barca si arresta improvvisamente e di punto in bianco la mia testa elabora ogni scenario apocalittico possibile immaginabile. Il depth segna 40 metri, botte non ne abbiamo sentite, rumori strani nemmeno, fatto è che siamo fermi immobili in mezzo al mare con le vele a segno…. Mi viene il dubbio di aver tirato su qualcosa con il bulbo o con un timone, controllo e noto che abbiamo tirato su una cima legata una boa di un pescatore, il tempo di liberarci che la barca riprende velocità senza alcun danno… navigazione-largo-ist-08_16Qui faccio un piccolo appunto, il momento del coyote è capitato a me e la responsaiblità è unicamente mia e ci mancherebbe, ma al pescatore che spero ci stia leggendo, consiglio per la prossima volta di non lasciare il barile in plastica nero a 40 centimetri sotto il pelo dell’acqua e segnalarlo solo con una bottiglia d’acqua trasparente.. Proseguiamo con questa splendida veleggiata e decidiamo di passare la notte a Skarda dove arriviamo alle 17 e troviamo parecchi gavitelli liberi.  Anche qui l’acqua non è niente male, faccio un bel bagno e poi una doccia calda.skarda-082_16 Due gavitelli alla nostra sinistra c’è un Dufour 512 nuovo fiammante, barca bellissima, unico difetto, il generatore acceso da ore che fa un baccano terribile e qui la domanda sorge spontanea: “possibile che tu abbia  una barca che è più grossa di casa mia, hai ogni genere di luce colorata sott’acqua e non hai un sistema sostenibile per ricaricarti le batterie?”  Sono le 20, i vicini dopo 2 ore finalmente spengono questo aggeggio infernale, noi per festeggiare ci prepariamo un buonissimo Spritz Aperol con stuzzichini misti, che sorseggiamo mentre ci godiamo lo spettacolo del tramonto. Più tardi ci faremo una grigliata con tomini, wurstel e polenta il tutto accompagnato dal buon Rodo fornitoci dall’equipaggio di Cormorana, il suo equipaggio, purtroppo non è qui con noi e la loro mancanza si fa sentire, fortunatamente ci sentiamo tutti i giorni su Whatsapp.

Tot.Miglia percorse:  18.9

16/08 GIORNO 9 – Skarda – Baia di Sakarun

Abbiamo dormito come sassi, notte spettacolare e fresca, alle 7.40 siamo già partiti in direzione Sakarun, c’è timore di non trovare posto e quindi siamo salpati di buon ora, il vento sarà il grande assente di questa giornata e quindi diamo da lavorare al nostro motore e al pilota automatico che ci fanno viaggiare a 5 nodi e mezzo in un mare olio.  Facciamo colazione godendoci il panorama che isole e isolette ci regalano, nel frattempo proviamo a pescare qualcosa. Alle 10.30 siamo al gavitello, l’acqua è molto limpida e ci sono dei colori davvero splendidi, scendiamo con il tender in spiaggia e contrariamente a quanto pensavamo scopriamo che in acqua è tutta sabbia mentre la spiaggia è a ciotoli.sakarun-08_16

Si è fatta ora di pranzo e tornariamo in barca per pranzare, nel pomeriggio andremo a far visita al localino gestito da Italiani piadipizzaa lato della spiaggia, mangeremo un gelato e via. La giornata vola, non contiamo più i bagni fatti dalla barca e quelli dalla spiaggia, alla sera per cena proviamo a preparare la “piadipizza”, una piada farcita come una normale pizza. l

L’esperimento riesce perfettamente e andiamo a letto belli soddisfatti.

Tot.Miglia percorse: 12.4

 

 

17/08 GIORNO 10 – Baia di Sakarun

DCIM100MEDIA

Giornata all’insegna di passeggiate, bagni e gelati… spettacolo!!! Alla sera vogliamo andare ad assaggiare le famose cozze che sono il vanto del locale sulla spiaggia, ma il meteo sembra voler regalarci il primo acquazzone della vacanza. Nulla di fatto, non piove ma ormai è troppo tardi per scendere. Durante la notte verso il mare aperto notiamo che il cielo si illumina,  “è tutto previsto, ora è in mare aperto e non ci tocca” dice il capo metereologo di bordo, possiamo stare tranquilli ed infatti sarà così.

18/08 – GIORNO 11 – Baia Di Sakarun – Marina di Veli Rat

I vari siti meteo che consultiamo quotidianamente non sembrano dare un responso unico e le carte meteo consigliate dall’attuale armatore di Rosina dicono che potrebbe arrivare qualcosa di importante per il giorno dopo. Siamo indecisi se fermarci ai gavitelli appena fuori del marina oppure se entrare in porto a Veli Rat. (se così possiamo chiamarlo) Dopo un breve consulto decidiamo che siamo più tranquilli ad entrare, qualcosa non ci convince e chiediamo di essere messi all’interno del pontile galleggiante e non all’esterno dove stanno ormeggiando alcune velirat-08_16barche. I marinai ci dicono che possono fornirci solo energia elettrica, noi gentilmente rifiutiamo poichè i due pannelli solari che abbiamo recentemente installato ci consentono di essere completamente autonomi, tenendo il frigo acceso giorno e notte, settato sui 5/6 gradi. Facciamo amicizia con l’equipaggio di un Oceanis 331, loro sono partiti da Rimini e stanno facendo un mix tra una crociera scuola e crociera relax. Il pomeriggio decidiamo di farci una passeggiata con birretta annessa, la birra croata non è male…  intanto i vicini di ormeggio dell’oceanis pescano con ottimi risultati, 2 orate e qualche sugarello.velirat-081_16 Dopo cena ci troveremo in pozzetto da loro per una macedonia e un goccio di Rhum… trascorriamo la serata in piacevole compagnia.

Tot.Miglia percorse: 8

19/08 – GIORNO 12 – Marina di Veli Rat – Krivica

Sono le 5.40 del mattino quando inizio a sentire il vento che fischia tra le sartie, esco e vedo in lontanza un cielo cupo che non promette nulla di buono, tra me e me penso… “Filippo… ci siamo…”. Inizia a piovere e decidiamo di adottare tutti gli accorgimenti che ci vengono in mente, lasco a prua e cazzo le trappe per allontanarci il più possibile dalla banchina, stacchiamo il cagnaro per evitare che con il vento possa rovinarsi e nemmeno il tempo di piegare i teli che il vento inizia a picchiare forte, la visibilità cala drasticamente e sotto la pioggia ci preoccupiamo di mettere in sicurezza i pannelli solari. In men che non si dica il vento aumenta ancora, giriamo un breve video convinti che il peggio stia passando ma invece siamo solo all’inizio. Si alza onda e le barche inziano a muoversi pericolosamente avvicinandosi tra di loro, anche il pontile si muove vistosamente. La cosa inizia a farsi seria, abbandoniamo le riprese, ci infiliamo le cerate ed esco mentre Elena sotto coperta asciuga l’acqua che entra a secchiate. Non appena esco dal tambuccio mi trovo in una situazione che ha dell’incredibile, l’onda inizia ad entrare violenta, il pontile galleggiante si muove ed oscilla di qualche metro, la barca a motore di fronte a me, ormeggiata in quel posto dove io avevo chiesto di non essere messo, è in balia delle onde e continua a sbattere contro il pontile che rolla come fosse un giocattolo. Gli amici dell’oceanis affianco a noi sono intenti a posizionare i parabordi per evitare collisioni tra le barche, lo stesso lo faccio io con l’altro vicino di barca, un tedesco armatore di un Fly a motore di circa 10 metri che nemmeno è uscito a vedere cosa sta succedendo. Sistemo i parabordi, sono visibilmente preoccupato, ma vedo che purtroppo c’è chi sta peggio, l’armatore della barca di fronte a me è impietrito, nel panico più totale, immobile sotto la pioggia a bordo della sua barca che la osserva  mentre continua a sbattere sul pontile e non sa cosa fare. Gli urliamo di provare a dare motore in avanti per cercare di contrastare le onde che frangono sulla sua prua e gli spingono la poppa sul molo, ma non c’è nulla da fare, nemmeno il tempo di ripeterglielo la terza volta che sentiamo urlare alla nostra dritta, non capiamo cosa stia succedendo, il rumore del vento è fortissimo e si sente solo la vela di un catamarano che si è aperta ed ora si sta riducendo in brandelli, l’armatore è più preoccupato di salvare la barca che ormeggiata all’inglese sbatte violentemente contro il pontile. Vediamo passare il marinaio del marina che si muove velocemente, facendo pochi passi alla volta e tenendosi attaccato alle colonnine dell’acqua per non cadere, corre verso la testa del molo, getta un salvagente in acqua, un tedesco che stava cercando di salvare la barca dalle collisioni con il pontile è volato in acqua, per fortuna sono riusciti a tirarlo su in pochi secondi. Scendo in cabina per scaldarmi e finalmente vedo il vento e le onde iniziano a calare. Questi momenti sono durati una eternità anche se in realtà non credo siano passati più di 15 minuti, ne passano altri dieci e di questa mezz’ora di delirio resta solo la pioggia. La situazione in poco tempo torna alla normalità permane un vento su una ventina di nodi ma niente di più. Siamo fuori che ci riprendiamo e vediamo uscire l’armatore del Fly, sorridente ci guarda e ci dice :” wow Luna Park”… io non apro bocca, in quel momento avrei voluto mandarlo a zappare visto il suo completo disinteresse, se fosse stato per lui avremmo avuto entrambi danni alle barche. Scendiamo sul pontile, il peggio è passato, c’è chi si lecca le ferite ma tutto sommato qui in marina è andata abbastanza bene, vele strappate e danni che con un ritocco di resina si sistemano. Dal pontile vediamo che in rada ad altre barche è andata peggio, in lontananza infatti si vedono alberi vistosamente inclinati e barche a riva. Stiamo facendo due chiacchere con i vicini mentre beviamo un caffè, ad uno di loro squilla il telefono, è un loro amico skipper che è fuori in baia e racconta che l’albero che vediamo piegato è di un 50 piedi. La barca si è portata a spasso il gavitello e tutto il corpo morto in cemento , prima di arenarsi e che la stessa sorte è toccata ad altre 3 barche tra vele e motore sempre di grosse dimensioni. Lo skipper dice di aver visto sull’anemometro quasi 70 nodi, li per li mi sembrano davvero troppi, mi accorgerò il giorno dopo leggendo su un forum di vela che altri armatori in zona han letto 65 nodi…

Il tempo migliora velocemente, sono le 09.30 e in questo momento c’è il sole, abbiamo 3 giorni di meteo stabile prima dell’arrivo di 2 giorni di bora intensa, nulla di preoccupante comunque. Siamo tranquilli, ora ci sono una quindicina di nodi, decidiamo di salpare per risalire il più possibile, non abbiamo una meta, ma abbiamo voglia di navigare. Il vento è buono e tra una chiacchera e l’altra dopo 8 ore ci troviamo a Lussino, sapevamo benissimo che sarebbe stato difficile trovare un posto per la notte, le prime due baie che incontriamo sono piene, sul 777 troviamo la baia di Cirvizza,cirvizza-08_16 ne parlano bene e ce l’aveva consigliata l’amico Carlo. Dubito ci sarà posto ma tentar non nuoce, entriamo e contro ogni aspettativa ci sono 2 gavitelli liberi, l’acqua è limpida e il fiordo meriterebbe una sosta prolungata ma domani ci attende il Quarnaro. Bagno di rito con controllo corpo morto e cime a terra, alle 20.00 circa arriva il gommone per riscuotere l’importo per l’occupazione del gavitello, il tipo, un uomo gentile, ci ritira anche la spazzatura (come in tutte le baie trovate fino ad ora), ci domanda se vogliamo del formaggio o dello strudel, vada per lo strudel, lo paghiamo una sciocchezza e ne prendiamo 2 pezzi.

Alla sera stappiamo una bottiglia di rosso, oggi non abbiamo voglia di cucinare, proviamo un preparato ai pizzoccheri, devo dire non male, ora è tempo del dolce… con diffidenza assaggiamo questo strudel, cacchio se è buono!!! Inizialmente un gruppo di barche con la musica molto alta rompe la quiete della baia, alle 22.30 la spengono, ci godiamo la stellata di Krivica e ora letto, è stata una giornata ricca di emozioni!

Tot.Miglia percorse: 28

20/08 – GIORNO 13 – Krivica – Lussino – Susak – Unije – Premantura – Pomer

Oggi sveglia alle 5.50, sarà una giornata lunga, alle 06 e mezza lussino-08_16abbiamo già liberato il gavitello e ci stiamo dirigendo a Lussino per fare carburante, l’idea è di avvicinarsi a Lussino, Susak e Unije per fare qualche foto senza scendere. Purtroppo il tempo rimasto è poco e oggi vogliamo provare ad attraversare il Quarnaro. Alle 8.10 siamo al distributore e per le 9 stiamo già navigando in direzione Susak,susak-081_16 il meteo è buono e Susak vista dalla costa è davvero carina, pensiamo che meriterebbe una sosta, putroppo non si può, facciamo un bagno veloce qualche fotografia e via verso Unije. Il vento è debole e procediamo a vela e motore. unije-081_16Unije, come Susak, è molto bella, in alcune zone il mare ha dei colori eccezionali, qui il tempo per un bagnetto non l’abbiamo. Il vento inizia ad alzarsi e non vogliamo perdere il treno, spegnamo il motore e iniziamo una bolina mure a sinistra che ci accompagnerà dritti dritti a Premantura, che spettacolo di navigazione, abbiamo trovato il classico buon vento! verso-premantura-08_16A metà Quarnaro preparo un veloce tonno cipolle e fagioli, tiro fuori dal frigo una cocacola fresca e lasciamo timonare l’st1000 mentre noi ci godiamo il pranzetto.

Arriviamo in baia a Portic alle 16.00 circa, stasera passeremo qui la notte e domani entreremo in marina a Pomer per far passare la bora. Spazio ne abbiamo, la baia è molto frequentata ma c’è posto per tutti, iniziamo la manovra di ancoraggio, diamo fondo a quasi tutta la catena (25mt) quando il motore si spegne, attimo di panico, Elena che al timone mi guarda e mi dice “si è spento da solo”… il dubbio mi viene ma mi auguro che non sia quello che penso ed invece… Il momento del Cojote ha colpito ancora… esito… cima del tender nell’elica. La situazione è abbastanza tranquilla, ho già fatto far testa all’ancora e siamo fermi, ma la cosa mi fa davvero pensare e questa disattenzione sarebbe potuta costarci cara. Sarà la stanchezza data dalle quasi 50 miglia percorse oggi, però la cosa non mi va proprio giù, comunque libero la cima dall’elica e finiamo la manovra.

Passano due ore circa e mentre osserviamo un catamarano di 12 metri a noleggio che con la baia mezza vuota vuole dar fondo sulla nostra ancora e ancorarsi per la notte con la sua poppa a 10 metri dalla nostra prua e altre barche che, noncuranti delle previsioni che danno una rotazione del vento, ormeggiano a pochi metri da riva, vedamo in lontananza il cielo incupirsi. Chiedo all’ufficiale addetto ai radar meteo di controllare la situazione e mi avvisa che in serata una perturbazione dovrebbe sfiorarci, è ancora presto, siamo stanchi e questa sera non vogliamo correre rischi, chiamiamo subito il marina che ci conferma che hanno posto e che ci aspettano. In quattro e quattr’otto salpiamo e in 40 minuti siamo al marina pronti per farci una doccia. Stasera cena fuori, ci accorgeremo che sarà la prima dall’inizio vacanza!!! Ci facciamo due mastodontiche grigliate di carne con contorno di patatine fritte e birra a fiumi, sembriamo due bambini al parco giochi, ci voleva proprio.

Tot.Miglia percorse: 48

21-22/08 GIORNO 14-15 – Marina di Pomer

Le giornate trascorrono tra passeggiate e relax in barca, alla sera andremo sempre a cena fuori a mangiare pesce. La sera del 21 altro neverino, questa volta non è nulla in confronto a Veli Rat, i due barconi a motore che abbiamo affianco si avvicinano molto a noi ma in marina non c’è onda quindi non sono preoccupato.Iil vento soffia forte a Pola le stazioni meteo segnano 35 nodi, quello che ci lascia affascinati è il vento che ulula da dietro le montagne… il vento come previsto gira in nord est, saranno due giorni di bora.

23/08 GIORNO 16 – Marina di Pomer – Novigrad

Il vento soffia fresco, saranno una quindicina di nodi abbondanti, i siti meteo non concordano tra loro, windfinder ci dice che all’altezza di Rovigno potrebbero esserci fino alle ore 11 delle raffiche fino a 30 nodi, mentre da Aladin la situazione sembra essere stabile sui 15/20 nodi massimo. Usciamo dalla baia di Medulino e la situazione è abbastanza tranquilla, il vento cala ma è ancora presente dell’onda,  procediamo a vela e motore avanzando a 4 nodi. Da questo momento in poi fino a Parenzo sarà il delirio, passeremo da zone di bonaccia totale a zone dove sono necessarie 2 mani, randa lascata e una mutanda di fiocco. Davanti a Rovigno con bora di cui non sapremo mai l’intensità, barca carica, 2 mani alla randa e fiocco mutandato riprenderemo con la videocamera tratti fatti a quasi 7 nodi, bellissimo ma questi repentini cambi di intensità del vento sono (per noi) molto stressanti.

Al largo di Parenzo una momento che difficilmente dimenticherò, vedo una coppia di delfini in lontananza che si dirigono verso di noi, sto timonando, Elena non li ha visti e quindi le chiedo di prendere il cellulare, passa qualche secondo e ritrovo quei delfini che in coppia passano da prua a poppa sotta Mon Etap… non li avevo mai visti così bene e così da vicino è stato un momento davvero emozionante.novigrad-08_16

Alle 16.40 siamo a Novigrad al gavitello, lo skyline del paese ci piace parecchio, tutti questi localini sul lungo mare sono caratteristici, ci sono molti tender sulla spiaggia. Ricordiamo l’amico Francesco che ci consigliava di scendere a terra e così facciamo, lasciamo il gommone sulla spiaggianovigrad-081_16 e ceniamo a base di pesce in una Konoba fronte mare. In lontananza la luce di fonda a led di Mon Etap è più luminosa delle altre, anche qui siamo i più piccoli. Finiamo la deliziosa cena e ci facciamo un gelato, ora è tempo di tornare a bordo, domani si rientra in Italia.tramonto-novigrad-081_16 Anche questa notte il gavitello ci darà il suo bel da fare, ma anche questa volta alle due di notte, noto di non essere l’unico in mutande che impreca contro la propria boa.

Tot.Miglia percorse: 43

24/08 GIORNO 17 – Novigrad – Lignano Sabbiadoro

Alle 08.30, siamo al molo della dogana, ci dimentichiamo che in uscita bisogna fare prima la capitaneria e poi andare in Polizia, la poliziotta molto gentile sorridendo ci dice che non ci sono problemi, le chiediamo se noi che arriviamo da Lignano abbiamo l’obbligo di fare dogana a Umago, lei risponde che possiamo farla senza problemi anche a Novigrad visto che sono sotto lo stesso comando. Mentre faccio le pratiche Elena va dal fornaio che abbiamo visto la sera prima a prendere Krafen per la colazione e pizza per il pranzo. Nel frattempo al molo prendo le cime ad una coppia di velisti sui 65/70 anni, molto simpatici, hanno un GS sui 45 piedi, partiremo assieme e faremo un tratto di mare in compagnia, loro proseguiranno per tirare su Monfalcone mentre noi taglieremo prima, ieri han tentato la traversata, son partiti con una ventina di nodi ma quando ha iniziato a soffiare sui 35 nodi sono tornati a Novigrad. DCIM100MEDIA Siamo partiti da una mezz’ora, all’altezza di Umago il vento fresco ci fa viaggiare con due mani a 5.8/6 nodi, il mare è increspato e di tanto in tanto stimiamo onde abbondantemente sopra al metro. Stiamo seriamente pensando di non attraversare e metterci in raDCIM100MEDIAda fuori da attraversata-per-lignano-08_16Pirano e attraversare l’indomani, decidiamo di provarci, indossiamo i giubbotti e puntiamo su Lignano. Il mare resterà così per un’altra ora, poi calerà sensibilmente, mentre il vento ci abbandonerà solamente al largo di Lignano. Il vento rasenta lo zero e le ultime 2 miglia decidiamo di accendere il motore, alle 15.25 siamo ormeggiati in marina, al nostro posto barca pronti per andarci a fare una passeggiata accompagnata da una buonissima e gustosa granita.

Tot.Miglia percorse: 30,8

Che dire? Sicuramente una esperienza ricca di emozioni, è stata la nostra prima crociera e ci ha aiutato a conoscere meglio la nostra barca e soprattutto noi stessi. Inizialmente la tensione la si tagliava con il coltello ma credo che all’andata aver trovato delle situazioni non proprio facili ci abbia spronato. La settimana persa in porto, temevamo non ci consentisse di scendere fino alla zona che ci eravamo prefissati di visitare ed invece in 17 giorni (calcolando anche i 6 di sosta), sono bastati per toccare posti fantastici e regalarci ricordi indimenticabili, percorrendo in totale circa 350 miglia. La barca devo dire che si è rivelata sopra ogni nostra aspettativa, grande sensazione di sicurezza, velocità di tutto rispetto e anche la tranquillità dell’essere su una barca inaffondabile non è cosa da poco per novelli come noi. Per le prossime avventure abbiamo in mente qualche modifica da fare per rendere la permanenza a bordo ancora più confortevole. E’ stata una esperienza che ci porteremo dentro.

Buon Vento

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